De Carolis Adolfo: Dante Adriacus

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Descrizione

Xilografia a due legni misure: mm 1000 x 700.

Pittore, incisore e illustratore italiano. Si forma inizialmente a Bologna all’Accademia di Belle Arti, una volta ottenuto il diploma nel 1892 si trasferisce a Roma. Qui conosce il poeta Nino Costa fondatore del cenacolo In arte libertas che proponeva un rinnovamento dell’arte attraverso la riscoperta dei grandi artisti del Quattrocento sull’esempio dei Preraffaelliti. De Carolis si unisce al cenacolo e inizia a realizzare dipinti di impronta preraffaellita. Nel 1900 conosce il poeta Giovanni Pascoli per il quale disegna ed esegue un pomo in argento e la targhetta per il bastone dono degli amici della rivista fiorentina Marzocco, inizia quindi ad occuparsi della decorazione grafica di alcune pubblicazioni del poeta. Tale collaborazione influenza De Carolis tanto che le opere di questo periodo, paesaggi agresti e marini, risentono dell’intonazione pascoliana. Nel 1901 De Carolis lascia Roma per Firenze dove insegna ornato all’Accademia di Belle Arti dedicandosi alla xilografia. Primo in Italia riprenderà l’antica tecnica della xilografia policroma a più legni realizzando  fogli singoli o  illustrazioni per riviste. Da ricordare anche la collaborazione con l’amico D’Annunzio. Dante, fonte di acute riflessioni per De Carolis, è ritratto frontalmente a mezzo busto con corona d’alloro e il piglio severo. Le mani congiunte, lavorate attraverso un abile uso della tecnica, ossute e stanche, diventano una metafora del pensiero e della pratica di ogni artista. Poggiano su un grande volume della Divina Commedia aperto sugli ultimi versi dell’ultimo canto del Paradiso. Sul tavolo altri due testi danteschi: Il Convivio e la Vita Nova. La tenue luce di una candela sulla destra evidenzia i particolari della composizione, mentre sullo sfondo le tre arcate simboleggiano le tre cantiche. Nell’immagine incisa la dedica: a lui MCCCXXI. Esistono due versioni di questa silografia. La prima reca il titolo Dante Alighieri ed è stata realizzata per celebrare il secentesimo della morte del poeta. Nella seconda, richiesta da Gabriele D’Annunzio, il titolo è mutato in Dante Adriacus e più in basso è aggiunto: Per la città di vita e per Gabriele D’Annunzio Adolfo de Carolis Piceno incise MCMXX, venne inviata in tutti le ambasciate e gli uffici pubblici italiani. Ottima impressione completa di tutti i margini. Foglio leggermente brunito. Esemplare conservato nella cornice originale, rilaccata. Al verso del foglio timbro tondo del Vittoriale. Bibliografia: Adele Anna Amadio – Stefano Papetti (a cura di), Adolfo De Carolis con gli occhi del mito, pp 90-91; Adolfo de Carolis. XV Biennale di xilografia, Carpi Montefiore dell’Asso 2011-2012, n.49.

 

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