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Il Dante Adriacus inciso da Adolfo De Carolis per Gabriele D’Annunzio

Di questa xilografia se ne conoscono due versioni, sempre a firma Adolfo de Carolis, ma una anziché riportare” DANTE ALIGHIERI” riporta la dicitura “DANTES ADRIACUS” e fu fatta modificare da Gabriele d’Annunzio con esplicita richiesta al de Carolis, come possiamo leggere in basso “PER LA CITTA’ DI VITA E PER GABRIELE D’ANNUNZIO ADOLFO DE CAROLIS PICENO INCISE MCMXX . Il Vate la donava a personaggi, enti pubblici italiani, in occasione di specifiche cerimonie o commemorazioni, alle quali egli stesso presenziava (La città di vita di cui si parla è Fiume). Dante è raffigurato frontalmente, a mezzo busto, con lo sguardo fisso davanti a sé e il capo cinto d’alloro, dopo aver concluso la stesura della Divina Commedia. Le mani sono incrociate sopra agli ultimi versi della Terza Cantica. In primo piano, sullo scrittoio, sono collocati altri due libri: il Convivio, alla destra del poeta, e la Vita Nova, alla sua sinistra. Sullo sfondo, tre arcate chiudono la scena a simboleggiare le tre cantiche: quella di sinistra, immersa nel buio, rappresenta l’Inferno, quella centrale, coperta dal volto del poeta, il Purgatorio, e quella di destra, imbevuta di luce e con una lucerna accesa (simbolo della Sapienza), il Paradiso

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