Omero: Odissea di Omero tradotta da Ippolito Pindemonte veronese.

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Rara prima edizione della traduzione di Ippolito Pindemonte, dell’ Odissea di Omero.

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Descrizione

In Verona Dalla Società Tipografica Editrice 1822

2 volumi in 8° Pagine antiporta con ritratto di Pindemonte inciso da Giovanni Boggi su disegno di Giacomo Tumicelli + VI + 360 + 330 + 1 carta bianca. Bella legatura coeva in piena pelle maculata. Piatti riquadrati da cornice impressa in oro. Titoli impressi in oro su tasselli. Dorsi riccamente decorati in oro. Piccola mancanza al piede del dorso del secondo volume. Sguardie in carta marmorizzata. Pochissime antiche sottolineature. Lievissime e sporadiche fioriture. Bell’esemplare a pieni margini della prima edizione di questa fondamentale traduzione, celebrata dai letterati, diffusissima ed ancor oggi insuperata. Cfr: Gamba, 2630: “A questa prima edizione presiedette l’Autore stesso. Ebbe ben presto ristampe.” Parenti, prime edizioni. 404.Brunet, III, 292. Graesse, III, 339. Celebre e fortunatissima traduzione dell’Odissea. Improntata ad un equilibrato classicismo settecentesco, la versione s’impose immediatamente come vulgata dell’opera omerica e viene tuttora ristampata e letta. Insieme all’Iliade di Vincenzo Monti, rappresenta uno massimi esempi di traduzione poetica della nostra letteratura. La traduzione fu avviata nel 1806, nello stesso periodo dunque in cui Monti e Foscolo attendevano alle traduzioni dell’ Iliade. Un primo saggio dell’ opera fu stampato nel 1809 a Verona presso Gambareti e conteneva, oltre alla versione dei primi due canti, anche una prefazione ricchissima di profonde considerazioni sul metodo della traduzione. Le stesse che animeranno le pagine introduttive dell’ edizione definitiva e completa del 1822, che qui presentiamo: pur nel massimo rispetto del dettato dell’ originale, il traduttore diede alla luce una versione pienamente confacente con il gusto letterario del tempo.

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